La storia di Monica e Manlio

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Mi chiamo Monica , sono brasiliana , ho 35 anni e sono mamma di un bellissimo bimbo di nome Manlio. Al 5° mese di gravidanza ho scoperto che mio figlio sarebbe nato con una labiopalatoschisi. E’ stato un vero shock. Più per l’ ignoranza di non sapere esattamente come affrontare il problema e da che cosa saremmo andati incontro. Non riuscivo a capire perché era successo proprio a me e a mio figlio e mi ci è voluto tempo per accettare la situazione…

Oggi me rendo conto di quanto sono stata superficiale e che avrei potuto risparmiarmi parecchia angoscia.

Mi immaginavo una mia vita passata dentro ad ospedali, mi aspettavo terapie invasive per il mio bimbo, e tutte le difficoltà quotidiane e non nego che mi preoccupava anche il suo aspetto fisico.

Avevo tantissimi dubbi!!! Ma oggi sono consapevole che anche nelle peggiori delle ipotesi sarei riuscita ad affrontare tutto.

Và bè, ho pagato lo scotto di essere alla prima gravidanza e non sapevo ancora che le mamme possiedono il dono supremo di riuscire a muovere cielo e Terra per i propri cuccioli e che l’amore

tra madre e figlio è qualcosa che si sottopone soltanto all’amore di Dio.

I genitori sulla Terra sono gli angeli custodi dei loro figli, ed è l’amore che più si avvicina all’amore che Gesù ha per noi..

Conclusione: Manlio è l’artefice della mia crescita come esse umano! Mi ha fatto vedere un mondo nuovo, più umano e concreto.

Alla fine della gravidanza mi sono rimessa in sesto e già contavo i giorni che mi separavano dal vederlo e non avevo più timore di nulla.

E’ stato tutto una gran felicità!!! Manlio era il mio Sole incessante d’inverno… per noi brasiliani è duro sopportare l’inverno europeo ma c’era lui a casa che risplendeva !!! Avevo una forza interiore inimmaginabile e nemmeno la fatica e l’impegno della nuova routine che porta un neonato mi ha messo in difficoltà. Manlio era il mio mondo nuovo.

E tutte le difficoltà che arrivano nel crescere un bimbo con labiopalatoschisi? Niente che non si possa affrontare e risolvere!

La placchetta da pulire, pulire il nasino e la bocca dopo i pasti, accompagnarlo nel reparto del Bambin Gesù una volta al mese… ma tutto si affrontava senza problemi.

Tante volte sono andato con lui a fare la spesa, a mangiare nei ristoranti, in giro per negozi per comprargli dei vestitini ed anche alla passeggiata del Gianicolo a fare il Carnevale con gli altri bimbi.

E devo dire che ho trovato nelle persone tanta simpatia e tenerezza, a volte un po’ di curiosità, certo, ma nel complesso abbiamo trovato negli altri solo amore e parole rassicuranti.

Se prima che nascesse avevo timore di come gli estranei avrebbero reagito nei suoi confronti, ora lo guardavo e mi chiedevo : “come si fa a non trovare bello questo angelo appena sceso dal cielo?”

E’ stato necessario che diventassi mamma per meritarmi “gli occhi d’amore”, e cioè quelli che hanno la forza di andare dritti nell’anima senza farsi influenzare dalle apparenze fisiche.

Ringrazio Dio che mi ha donato Manlio perché ho avuto l’opportunità di evolvere e di migliorare come persona, ed ho scoperto che esistono tante altre persone che possiedono “gli occhi d’amore” ed alcune di loro le ho incontrate proprio grazie a questo percorso.

Oggi vedo un po’ di mio figlio in ogni bambino e in ogni mamma che affronta situazioni difficili con i loro bimbi, vedo un po’ di me stessa…. e penso a questo in ogni mia preghiera.

Non mi sento più o meno fortunata perché il mio problema può sembrare meno pesante di altri. Tutte noi, donne incinte siamo state in quello stesso incrocio quando abbiamo avuto il nostro bel pancione e a ogni una di noi è apparsa davanti una strada diversa , più o meno difficoltosa ed è per questo che mi sento solidale con tutte e mi stringo forte a loro per prendere e dare coraggio!

Manlio è così innocente, fragile e bello che non si può fare meno che amarlo!

Il labbretto fessurato?

Questo è un dettaglio che gli angeli incarnati in questa Terra hanno rimesso a posto e per fortuna che davvero esistono!

L’indirizzo? Noi li abbiamo trovati al Bambin Gesù a Roma ma sono presenti in tutto il mondo.

Vi racconto il nostro incontro:

Prima della nascita di Manlio sono andata al Bambin Gesù e sono stata letteralmente “soccorsa” dall’infermiera Ariana, il nostro primo angelo conosciuto in quel reparto.

Era caldissimo e quando siamo entrati nel reparto di chirurgia plastica mi sono subito sentita male ma devo dire che ero pure spaventata !

Oggi, a ripensarci, mi vieni da ridere, che figuraccia!

Con tanta pazienza Ariana ha chiamato una mamma che era li con il suo bimbo e le ha chiesto di raccontarmi la sua storia, dal momento dell’ecografia fino al suo “day hospital”.

Vorrei tanto ringraziare a questa mamma, ma non so neppure come si chiama questo angelo!

Mi hai invitato a vedere il suo bimbo nella carrozzina e lui mi hai fatto subito un bel grande sorriso ed ho capito che a lui non importava della sua schisi!!!!!

I bimbi e la loro ingenuità, lui se ne fregava di cosa stessi pensando io e penso che si domandava: “che ha questa donna???” Ed era bellissimo, veramente!

Poi sono entrata per parlare con il chirurgo plastico accompagnata da Marcilene, un altro angelo che giorno dopo giorno cercava di tranquillizzarmi e dammi forza, non se è mai stancata e fino oggi è ancora a fianco a noi , non te l’ho mai detto e ne approfitto per farlo ora: Obrigado por tutto!( grazie di tutto!)…

Dopo abbiamo conosciuto Di Stefano, il chirurgo plastico. Io fino a quel momento non conoscevo la sua fama di uomo serio, sbrigativo, e per la verità anche un pochino introverso.

Così ho conosciuto un altro angelo, quel che ci portava la speranza e la rassicurazione di cui avevo tanto bisogno.

Però devo dirvi che davanti a me in quel giorno ho trovato un uomo gentile e paziente che mi ha spiegato nei dettagli tutto ciò che doveva affrontare mio figlio, che si è preoccupato di chiamare una mamma dal reparto con il suo bimbo operato per fammi vedere come era dopo l’intervento per potermi tranquillizzare.

Quando ho visto questo bimbo non riuscivo a credere che era nato con la labiopalatoschisi perché era perfetto e sua mamma mi ha detto: “lei è davanti a un mago!”

Dottore non le ho mai detto: “Grazie, grazie di cuore, sia a lei che a tutti il personale che ci assiste in quei giorni di ansia e aspettative. Alla nostra infermiera Flora che ci ha accudito con tanta professionalità e soprattutto umanità avendo sempre un bel e abbondante sorriso da regalarci”.

….Sono tanti i “grazie di cuore” e potrei scrivere tante altre righe ma mi fermo qui per dire a tutti voi quel che ho capito: Che sono io la persona più idonea al mondo per lottare e amare “mio” figlio, che questo incontro di anime tra di noi non è stato un caso e sia quel che sia io farò sempre di tutto per portarlo al meglio del suo benessere, fisico e spirituale.

Sono stata scelta come sua mamma proprio per questo!

Voglio che sia lui a regalare al mondo un sorriso dolce e sincero capace di illuminare le persone intorno a sé ,anche se si vive in un mondo pieno di turbamenti e distorsione, che sia felice con la semplicità dei giorni e che veda con “occhi d’amore” la gente che troverà per strada, che non chieda e non si accontenti mai del superfluo della vita.

Riuscirò? Booh, Io so solo che proverò fieramente a far di lui un uomo vero!

Il percorso può essere pure travagliato, ma come si dice in Brasile: “Essere mamma è patire nel paradiso”.

Qualcuno ne dubita che ce la faremmo?

Un grazie di cuore pure a te Luciano che sostiene tanti genitori che si trovano ad affrontare questo percorso!