La storia di Valentina

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Era l’ estate del 2012 quando ho scoperto di essere incinta.
Il mio primo figlio, una gravidanza cercata e la paura che accompagna molte delle future mamme. Iniziano i controlli periodici, le analisi, le emozionanti eco, iniziano i piccoli movimenti una gravidanza bellissima poche nausee, pochissimi doloretti e arriviamo al VII mese. Eco mensile. Mi stendo sul lettino, ero tutta un fremito, e il mio ginecologo inizia a passare la sonda, bene tutto procede bene, ma non riesco a vederle il viso ha sempre le mani, il cordone, la testa rivolta dall’ altra parte e non mi permette di vederla bene. Ah si è una bella femminuccia. Ecco quella specie di sesto senso che molte delle mamme hanno, c’è qualcosa  che non va e su internet prima di recarmi nuovamente in ambulatorio per un altra eco. Digito su internet “labbro superiore non visualizzato” e da li mi i apre un mondo, labbro leporino? E cosa sarebbe? Leggiucchio qualcosa ma il tempo è davvero poco e scappo via verso l’ ambulatorio del ginecologo, faremo quella storia per 3 sere, la bambina ha sempre qualcosa sul viso. Esasperati e anche visibilmente preoccupati il ginecologo fa un ultimo tentativo e finalmente riusciamo a capire qualcosa, il labbro superiore non è presente: labioschisi o probabile labiopalatoschisi.
Non piango, non mi dispero, voglio cercare di apparire serena, voglio far sentire a mia figlia che sono serena. Tornati a casa e inizio a indagare su internet (non sempre è un male usare internet) . Entriamo in un mondo di visite su visite, eco su eco, controlli dopo controlli e la parola labiopalatoschsi viene susseguita dalla parola bilaterale.
Ho paura, temo per la mia bambina, cosa succederà ? Sarò in grado di affrontare tutto? Dubbi, paure, pensieri si susseguono e inizio a cercare la mia strada, no quella che mi indicano i vari ginecologi, ma la mia, quello che penso sia giusto da fare. Chiamo mamme, mando mail a diversi ospedali, a dottori, a chirurghi e arriva la prima risposta, la risposta di un dottore che trovando su internet è etichettato uno dei migliori nel campo della labiopalatoschisi e vedo i suoi risultati con i miei occhi, leggo numeri e numeri di bambini operati da lui. Ricordo ancora il batticuore nell’ aprire la sua mail e il pensiero che un dottore con il suo curriculum prenda in considerazione noi, che risponde alla mia mail di paure e chiarimenti , dopo tutte le mail inviate ad altri e rimaste senza riposta, la sua mail mi appare come un faro.
Dopo averla letta io ho le idee più chiare, mi invita a godermi la gravidanza e io farò cosi, mia figlia sarà nelle mani del dottor Gatti. Il 10 Marzo 2013 arriva Valentina, una splendida moretta da occhi enormi che mettono in seconda evidenza la sua labiopalatochisi, grande anche quella. Grazie al sito di Luciano mi trovo preparata a molti aspetti, ho il mio biberon della medela e con enorme pazienza nelle poppate Valentina cresce e ancora cresce, nel frattempo invio le foto al dottor Gatti che mi tranquillizza e mi conferma che a 40 gg di vita ci sarà il primo intervento in quanto le schisi sono molto ampie. A fine aprile arriva la prima chiamata, il 2 Maggio Valentina affronterà il primo intervento e noi con lei. Siamo pronti, o quasi. Non scorderò mai notte prima dell’ intervento. Io e Valentina dormivamo nella sua posizione preferita, eravamo fronte contro fronte e io l’ avvolgevo in un abbraccio e le parlavo e le chiedevo scusa e cercavo di imprimermi il suo visetto,  ai miei occhi cosi perfetto, quel visetto l´indomani non sarebbe più stato lo stesso.
Quella notte lasciai a lei il compito di rassicurarmi, quella notte sarebbe stata l´unica notte in cui avrei ceduto alla paura, quella notte lasciai che il suo respiro mi cullasse. La mattina dell’ operazione, fui colpita dalla procedura, ero colpita dalla possibilità di accompagnare noi genitori i bambini in sala operatoria. Ricordo gli sguardi furtivi che io e mio marito ci lanciavamo eravamo ben attenti a non guardarci negli occhi per non far vedere l´uno all´ altro quanta paura avevamo. Mettemmo Valentina tra le braccia di una donna alta, bella e dolcissima, l´anestesista che avrebbe fatto addormentare Valentina e cosa strana ero tranquilla, sapevo di lasciare Valentina in ottime mani che tutto sarebbe andato bene. E cosi è stato. Valentina uscì dalla sala operatoria dolorante, in lacrime e diversa.
La strada che avevamo intrapreso ci stava conducendo verso la risoluzione della labiopalatoschisi. La labiopalatoschisi ci ha privato di tante cose, ma ci ha compensato in altre. Ci ha reso una famiglia più forte, più unita, ci ha permesso di conoscere tanti genitori in gamba, genitori pronti a sostenersi a vicenda e senza la labiopalatoschisi la mia Valentina non sarebbe stata la mia Valentina.