Adozione labiopalatoschisi


Milo

Sempre più spesso mi arrivano chiamate di genitori che devono decidere se mettersi in lista per un adozione special needs e nello specifico per un bimbo affetto da labiopalatoschisi.

Innanzi tutto vorrei far capire ai futuri genitori che adottare un bambino special needs per abbreviare i tempi di attesa è una scelta che ritengo sbagliata.

Toglietevi dalla testa che con un operazione chirurgica si risolva un problema come la labiopalatoschisi, si certo, in casi rari e fortunati può accadere ma è molto più probabile che vi ritroverete ad affrontare le problematiche di questa patologia per parecchi anni.

Questo non significa che non dobbiate fare questo genere di scelta, al contrario, ma dovete farla consapevoli di ciò che dovrete affrontare.

Non date nessun peso ai livelli di gravità che troverete nella scheda del bimbo, non hanno nessun significato scientifico e saprete effettivamente ciò che dovrete affrontare solo quando il bambino sarà in Italia.

Molto meglio se il bambino non avrà ancora affrontato interventi nel suo paese di origine soprattutto per ciò che riguarda il palato in quanto, se operato male, diventa una delle situazioni più difficili da risolvere.

Quindi se avete la possibilità di bloccare eventuali interventi chirurgici futuri nel loro paese, fatelo senza pensarci neppure un secondo.

A volte sono arrivati bimbi di due o tre anni a cui non era stato fatto ancora nulla, altre volte sono arrivati bimbi della stessa età in cui era stato già operato il labbro ma non il palato.

Quindi ogni situazione verrà valutata volta per volta. Per questi genitori conta relativamente la tabella di comparazione delle tecniche o i tempi di protocollo, in quanto questi bimbi sono fuori dai tempi prestabiliti. Ma ci tengo a dire che i bimbi che ho conosciuto, dopo l’intervento fatto in Italia, sono venuti in modo perfetto e sono bimbi in cui è difficile immaginare che siano nati con questa patologia.

Importantissimo rivolgersi, per questi casi, solo ai chirurghi assolutamente più bravi e con più esperienza di queste situazioni perché sono le più complicate da affrontare. E quando parlo di esperienza mi riferisco ad esperienza in ITALIA e non nelle missioni umanitarie all’estero dove le esigenze e le situazioni sono ben diverse.

Ho avuto contatto con tantissimi genitori adottivi, ci sono enti che consigliano il mio sito e che passano il mio cellulare, quindi un pochino di esperienza me la sono fatta e ci tengo a dire che, fino ad oggi, NON HO MAI CONOSCIUTO UN SOLO GENITORE CHE NON SIA FELICE DELLA SCELTA DI ADOTTARE UN CUCCIOLO SPECIAL NEEDS.

Ho contatti con genitori che si sono rivolti sia a Gatti, sia a Massei, sia a Brusati  e sia da Sesenna e chi è interessato ai loro recapiti può contattarmi privatamente.

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