Cellule staminali


Il Prof. Alessandro Massei, da qualche tempo, utilizza le cellule staminali negli interventi per la labiopalatoschisi.

Non vengono utilizzate nelle lip adhesion, nelle periostioplastiche primarie e neppure nella chiusura del palato a sei mesi ma vengono utilizzate nei bimbi più grandi e precisamente nelle periostioplastiche secondarie, negli innesti ossei, negli aggiustamenti di palati ed anche nelle cicatrizzazioni di interventi fatti male al palato per fare in modo che la cicatrice si rilassi e non tenda a tirare.

Quindi, solitamente, le staminali sono usate da Massei per i bimbi precedentemente operati da altri chirurghi che non hanno ottenuto il risultato sperato.

Le staminali vengono utilizzate in diversi modi a seconda di ciò che si deve ottenere.

Possono essere prese dal sangue, che viene centrifugato con un apposita macchina e da cui si ricavano le PRP (Fattori di crescita piastrinici) per esempio nel caso di periostioplastica secondaria, oppure vengono prese dal grasso (prelevato dalla pancia, perchè ricchissimo di staminali) per una ricrescita di tessuti.

Entrambi possono essere prelevati , selezionati e reimpiantati durante l’intervento chirurgico .

Non esiste ancora una casistica molto ampia per poter parlare degli effettivi risultati che si ottengono, la prima sensazione è che siano utilissime ma gli ottimi risultati iniziali, in alcuni casi (non sono in grado di dare una percentuale), sembrano diminuire con il passare del tempo, questo perchè i grassi che vengono introdotti tendono a riassorbirsi dal 30% al 50% e proprio per questo ne viene introdotto una quantità in eccesso.

Il Prof.Massei cerca di farla in più casi possibili proprio per evitare una faringoplastica, che utilizza solo come ultima spiaggia quando le altre opzioni non hanno dato risultati soddisfacenti questo perchè non la ritiene una soluzione ottimale ma un compromesso che va utilizzato solo quando è inevitabile per le problematiche (tipo mobilità innaturale del palato) che una faringoplastica può comportare.

Penso che serviranno ancora alcuni anni prima di capire se l’efficacia è duratura ed ottimale.

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