La scelta del chirurgo


Vi spiego come, SECONDO ME, va scelto un chirurgo.

Prima cosa evitate di seguire alla cieca il consiglio di qualcuno (anche il mio, ovviamente) perchè in questi anni mi sono accorto che chi finiva nelle mani dei peggiori chirurghi in circolazione ci arrivava per i consigli di un altro genitore, di un pediatra, di un parente, di un carissimo amico.

Questo accade non perchè in circolazione ci siano dei mostri che si divertono a vedere dei bimbi rovinati ma solo perchè a volte, in totale buonafede, si da un consiglio per sentito dire o per troppa superficialità.

Allora come fare?

Il modo migliore è farsi una propria opinione e per potersela fare bisogna perdere un po’ di tempo e farsi un po’ di strada, lo so, è antipatico ma credo che per il bene del proprio figlio si possa fare questo sacrificio.

Quindi non abbiate paura a fare un paio di visite in più e quando le fate non andate mai PRIVATAMENTE perchè questo non vi permetterà di vedere tanti pazienti tutti assieme.

Se fate le visite nei reparti dove operano i bimbi potrete vederne tanti in attesa di visita e di tutte le età  (a Milano o a Pisa o a Roma si possono trovare anche 30 pazienti in sala d’attesa) e questo è già un bel iniziare, e vanno guardati i bimbi piccoli ma anche quelli più grandi per capire quale sarà il punto di arrivo.

Poi andate a visitare i bimbi operati i giorni prima e se nel reparto non ce ne sono allora addrizzate le antenne perchè significa che in quel posto se ne fanno pochi (o ci sono altre motivazioni che devono essere ben chiare).

Quando vedete questi bimbi non abbiate timore di fare domande ai genitori perchè altrimenti rischiate di prendere delle cantonate pazzesche.

Ad esempio, io una volta ero in un reparto in cui il chirurgo lo ritengo molto bravo ed ho visto un bimbo operato malissimo, dentro di me mi sono detto: “accidenti, ma come può il Prof.xxxx averlo operato così male!!” ed ho preso coraggio ed ho chiesto ai genitori dove lo avevano operato e mi hanno raccontato che era un bimbo adottato che arrivava dall’ucriaina e che era stato operato nel suo paese natale. Questo per dirvi che bisogna andare un pochino più a fondo.

Non credete al discorso che “ogni caso è a se” per giustificare interventi venuti male, ogni caso è  a se vale solo in casi molto rari.

Un bimbo operato bene deve essere molto simile il più possibile ad un bimbo nato senza lps, magari si vede un pochino la cicatrice (questo dipende più dalla pelle del bambino che dal chirurgo) ma il resto deve essere ok.

Sono sicuro che dopo aver visto un po’ di bimbi ed aver parlato con i genitori, leggendo tra le righe quello che dicono (perchè solitamente sono tutti soddisfatti, anche i genitori di bimbi operati male), la strada da percorrere sarà chiara a tutti.

Non fatevi fregare dal discorso che ci vogliono competenze mediche per giudicare se un intervento di labiopalatoschisi è venuto bene o no perchè non è assolutamente vero e se qualcuno vuole farvi credere questo è perchè è in malafede.

Quando un chirurgo opera un bimbo con questa malformazione ha come obbiettivo di renderlo più simile possibile a come sarebbe stato se fosse nato senza schisi.

Quindi non è difficile capire se l’intervento è riuscito o no, perché più si vede la differenza con un bimbo “normale” più significa che l’intervento poteva riuscire meglio.

E’ molto importante usare la vista, ma bisogna usare anche l’udito e sentire come parla il paziente ed anche qui vale la stessa regola, deve parlare meglio possibile.

Ogni chirurgo (anche tra i bravi) ha la sua mano e con un po’ di esperienza si capisce anche chi è più o meno bravo tra questi.

Se ad esempio vedete tanti bimbi che hanno il labbro identico significa che il chirurgo ha messo del suo nella ricostruzione del labbro e questo può anche andare bene ma sarebbe meglio che il labbro rimanesse quello che il bimbo doveva avere (e questo vale anche per il naso). Ma sono davvero rarissimi i chirurghi che hanno questa capacità.

Ma questo può avere valore assoluto se si parla di labioschisi, mentre se si parla di labiopalatoschisi allora non esiste solo il fattore estetico ma anche quello funzionale del palato, della ricrescita ossea gengivale, della crescita del mascellare…

Bisognerebbe informarsi bene anche sulle tempistiche e sulla tecnica in quanto, in ogni tecnica, si prende da una parte e si lascia da un’altra.

Le cose da considerare sono diverse, l’aspetto funzionale del palato, il fattore estetico ma anche la ricrescita ossea dell’alveolo gengivale e la crescita del mascellare superiore. Purtroppo è difficile avere tutte queste cose assieme e normalmente per averne bene una si paga su un’altra. E alla fine penso sia tutta una questione di equilibrio, e cioè, il cercare di prendere il massimo lasciando il meno possibile. Chiedete ai chirurghi quali sono i punti forti e i punti deboli della loro tecnica in modo tale da poter capire quale sia per voi la scelta migliore. Se un chirurgo vi elenca solo i punti forti della sua tecnica e vi dice che non ci sono punti deboli, probabilmente non è sincero.


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