Logopedista


LOGOPEDISTA NELLE LABIOPALATOSCHISI

La labiopalatoschisi colpisce numeroso elementi anatomici con compromissione delle molteplici funzioni a cui queste strutture fisiologicamente partecipano:la suzione,la deglutizione, la ventilazione dell’orecchio medio, la fonazione. Compito del logopedista è quindi migliorare la funzionalità di tali strutture compromesse.

I progressi della chirurgia plastica permettono in molti casi di rendere meno complesso il compito del logopedista che si trova dinanzi un quadro abbastanza semplice da rieducare.

La chiusura precoce del palato è molto importante per favorire nel bambino un migliore equilibrio mio funzionale a livello della cavità orale, necessario nel momento in cui inizia ad emettere i vari fonemi e in seguito le prime paroline e ridurre l’instaurarsi di abitudini viziate legate alla sfera orale (relative alla suzione, deglutizione, masticazione e respirazione) che potrebbero ulteriormente aggravare la patologia di tipo ortodontico e conseguentemente fonetico.

L’intervento logopedico nella rieducazione dei soggetti con labiopalatoschisi inizia praticamente dalla nascita, anche se tuttavia non molti centri effettuano questo protocollo.

Nei centri in cui non si applica questo protocolli vengono date indicazioni ben precise ai genitori, infatti i primi logopedisti di un bimbo sono per l’appunto i suoi genitori. Ed è importante che parlino molto al bambino, anche quando è ancora molto piccolo, magari facendo una specie di radiocronaca su quello che si sta facendo quotidianamente e non devono mai smettere di mettere in pratica azioni che possono aiutarlo nel linguaggio (questo, secondo me, deve valere per tutti i bimbi, anche quelli nati senza schisi). Un altro aspetto importante è il rafforzare i muscoli della bocca, e per fare questo è utilissima la suzione al seno o dal biberon, aspettando, magari, un pochino di più prima di passare all’alimentazione con il cucchiaino. Quando sono un pochino più grandicelli esistono anche giochi per aiutare i bimbi a fare il cosi detto “vuoto in bocca” , tipo allenarli a fare le bolle di sapone o insegnandogli a soffiare in un fischietto o in un flauto in plastica.

Finita l’opera del chirurgo il logopedista ha il compito di esaminare la situazione anatomo-funzionale, valutare la capacità respiratoria , il timbro della voce, l’articolazione dei fonemi.

Le prime fasi dell’apprendimento linguistico (8-12 mesi) rappresentano una tappa importante. In questa fase vengono consigliati i primi esercizi mio funzionali, che hanno lo scopo di esercitare la motilita’ del velo, della lingua, delle labbra e gli esercizi per la coordinazione pneumofonica .
In seguito, con l’ insorgere dello stadio verbale , dai 18 mesi in poi, gradualmente si avvia la rieducazione logopedica con l’inserimento della correzione degli aspetti articolatori, con esercizi mirati per la motilità del velo, la correzione delle fonemi alterati e la ricerca di una buona qualità vocale.

Dai 36 mesi in poi è possibile valutare meglio , tramite uso di test, il linguaggio del bambino in modo da delineare un quadro più chiaro e poter stabilire così , lì dove necessario, un piano riabilitativo personalizzato.

Il percorso logopedico è naturalmente affiancato da quello chirurgico e ortodontico. Importante è inoltre la collaborazione dei genitori.

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